Storie di Noi N.22

“Camminavo lungo il viale, che porta dalla panetteria, fino a casa. Era una giornata fredda, la più fredda mai registrata negli ultimi vent’anni. Le mie mani parevano tese, rigide come rami d’albero. Il mio cuore invece, palpitava all’impazzata, senza tregua. Niente e nessuno riuscivano a farlo battere così forte, ma lui sì…. Giordan. Era questo il suo nome. Un tretatreenne di origini inglesi, alto, biondo, troppo bello per fare il panettiere. La sua era una famiglia beneducata e rispettosa, o almeno questo era l’impatto che mi davano. Certo non posso dire di averli conosciuti, ma sappiamo bene quanto la pelle difficilmente si sbaglia.

Adoravo guardarlo mentre infornava il pane, con quella decisione tipica dell’esperienza. Era scattoso di poche parole, ma sempre sorridente. Il suo volto rassicurante, era medicina nelle ore più grevi. Quelle dove il dolore ti disorienta facendoti scordare chi sei. Ho sempre dovuto lottare contro le mie innumerevoli gabbie, auto convincendomi di non averne. È anche vero però, che quando scelgo di affrontare gli ostacoli, non mi tiro mai indietro. Sfido le paure e le ombre, ignorandone l’esistenza.

Non saprei dire quale fosse la componente che mi spingesse a ritornare da lui, dentro quella panetteria. Ma in realtà, so esattamente cosa mi scuoteva ogni sera prima di coricarmi, e tutte le mattine prima di andare al lavoro. Però ammetterlo, procurava fitte allo stomaco che laceravano il respiro. La profonda melanconica che ho per natura, e la consapevolezza di non essere mai stata ricambiata nei sentimenti provati, frenava ogni speranza di amarlo. Tante volte sono stata tentata dal rivolgergli la parola, accennando un sorriso o guardandolo negli occhi. Ma la mia poca disinvoltura, ponevano limiti dai quali spesso non sapevo divincolarmi.

Così, continuai a camminare compiendo il percorso contrario. Quel giorno il rumore del traffico, rimbombava contro le mura dei palazzi, e i fari delle auto, parevano riflettori di un palcoscenico, pronti a illuminare il tragitto appena fatto. Non mi andava di piangere, pensando a lui. Preferivo credere di apparire nei suoi pensieri, di tanto in tanto. Chissà se per qualche ragione, diventerò la sua emozione. Se per una volta sola, nelle sue giornate, sentirà brividi sulla schiena, pensando a me.

Non potrò mai saperlo. Ma a me piace credere che quell’uomo, forse d’improvviso, sceglierà di amarmi.”

Storie di Noi by Luce Argentea

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