Fischio Di Ritorno

Per me é ora di andare.
Raccimolo qualche frangia di felicitá
e chiudo il cerchio.

Per me non c’é che un fischio di ritardo,
un’ ombra sul ponte,
paesaggi fiacchi dove sostare.

Il mare é di vetro,
e non mi parla.
Salgo su campi d’argento,
salgo fino allo sfinimento,
ma lí ci sono deserti,
e la sete mi mette alla prova.
Arriccia la schiena
e stira le vene fino a farmi dannare.

Per me c’é resistenza da protrarre
mentre guardo ciò che scorre.
La bellezza di emozionarmi per qualcosa
sfuma lungo il tratto.
Il clamore perde il suo applauso,
ed io divento asfalto.

Non ho imparato ad essere giovane,
a stupirmi dinanzi alla vita che si muove.
Non ho respirato a pieni polmoni,
semmai protetto i loro lamenti.

Non so come sia ridere a bocca leggera.
É tanto che la svergino nel suo recitare.
Provo a dargli sapori alternati,
ma lei ci sputa sopra.

Mi chiedo dunque che ne sará di me
se a tentoni respiro?
Come posso volteggiare
senza un equilibrio?

Dov’é il mio barlume?
É forse affiorato mentre mi disperavo,
oppure mi aspetta fedele,
sul prossimo scalino?

Il pendolo ora é stanco,
ruota confuso,
bussa cieco,
come un batacchio che non ha più porte.

🖋 Poesie di Luce Argentea

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