MySelf

L’acqua é ritornata al suo posto. Si é ammansita nei cunicoli notturni, fra quei riflessi ambrati e tremolanti che non mi davano mai tregua.

Il mio mare talvolta si agita ancora, importunato da alghe stantìe e conchiglie semiaperte. Si accosta lungo litorali desueti e cosparge di sale le mie ferite. Ma adesso é tutto diverso; il sale si scioglie assieme al desiderio di dolcezza e di rivalsa. Non friziona sul cuore né stronca le luci appena nate, ma rianima quel brivido che pensavo aver scordato.

Nel tempo che passa, tra magoni e coscienza intrinseca, l’acqua del nostro mare diviene piatta, non si difende, impara a non fare bolle, a non sentire paura. Digerisce tutta quella schiuma venuta a galla per terrore e la mette a dormire, fino a quando non sentirá il bisogno di ricrearla.

Ora sono qui, a fissare questo benedetto mare. Guardo le onde che in passato mi inghiottivano e resto in piedi sopra di esse. Intasco il freddo macerato, lo saluto con la stanchezza di chi ne ha giá viste abbastanza e mi riapproprio della donna che sono. Da sempre divisa e combattuta tra l’essere ragazza e un po’ bambina, entusiasta del suo vivere particolare, seppur singhiozzando. Una donna verace, che malgrado abbia dato amore al prossimo e alla sua stessa gente, ad un certo punto é arrivata persino a farne a meno: vuoi dopo una serie di ultimatum e scelte sofferte, vuoi per sano egoismo, cresce in completa autonomia e non dá retta più a nessuno.

Perché diciamolo chiaramente: la tolleranza si smaglia quando l’ingenuità apre gli occhi. Vedi tutto con maggior nitidezza e mentre capisci, osservi e deduci, le cose che senti ti fanno parecchio male. A far da padrone poi sono le emozioni represse, traballanti o fugaci. Spaccate da una meccanica socialmente coriacea che non abbassa mai le proprie armi. Loro ti abbandonano al momento sbagliato oppure insorgono veementi laddove vorresti pensare con più calma.

Per questo siamo sempre infelici. Non abbiamo sincronia con l’esistenza ma viviamo seguendo una misera via. La nostra acqua brontola, si dimena vivace ci chiede di domarla e noi non possiamo farci niente se non accettare le sue condizioni; ovvero parlarle nel corso del suo flusso. Correrle dietro e sperare che qualcosa la modifichi velocemente.

Le onde del mio mare mi pizzicano ancora, é vero. Ma almeno non mi trascinano più. Si inchinano solo al mio volere e infine se ne vanno definitivamente, in cerca di un altro temporale, semmai ci sará.

MySelf by Luce Argentea

4 risposte a "MySelf"

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