#BookTrailer “C’é Un Leopardo In Terza C” – di Angela Molfetta

[ ” Stamattina non riesco ad alzarmi dal letto. Sento le gambe pesanti come tronchi, le braccia immobilizzate, neanche i polsi fossero legati alle sponde del letto come si fa negli ospedali psichiatrici per evitare che i pazienti in stato confusionale facciano del male a sé stessi o ad altri (l’ho visto in un film).

È la mia mente a paralizzarmi, lo so. Lo fa per impedirmi di farmi del male.
Andare a scuola, certi giorni, equivale a farmi del male. Oggi è uno di quei giorni. Papà si è affacciato tre volte alla porta della camera a dirmi di fare in fretta, quindi si è spazientito e ha mandato mamma a chiamarmi. Lei a quest’ora è più addormentata di un ghiro in letargo e il forzato risveglio per assolvere al compito di tirarmi giù dal letto deve averla innervosita non poco. L’ho sentita brontolare e inveire in direzione di mio padre: incapace di farsi obbedire da un figlio, come può pensare di farsi seguire da un’intera orchestra?

Ancora mezzo assopita, ha spalancato la porta con un impeto tale da rischiare di perdere l’equilibrio e piombare a peso morto sul mio letto, quindi ha biascicato un “Be’, che fai: non ti alzi?”
Le ho detto che non mi sento bene ed è la pura verità.

Stranamente, la risposta le è sembrata sufficiente a lasciarmi qui dove sono e non si è esibita nel suo solito attento esame di ogni minimo sintomo al fine di formulare la sua diagnosi. Il più delle volte sbagliata. Mi ha detto solo “Riposa”, poi, sempre bofonchiando,
ha percorso frettolosamente il corridoio per raggiungere la camera matrimoniale e ributtarsi sul letto.

Così sono qui, a fissare il soffitto immerso nella penombra dei miei pensieri cupi, affidandoli a queste pagine. In cuor mio speravo che mamma mi chiedesse cosa avessi. Forse sarei anche riuscito a dirle cosa mi tormenta al punto da togliermi ogni forma di volontà e resistenza. Invece lei si è accontentata di immaginarmi indisposto e semplicemente bisognoso di riposo.
Ma il male che oggi sento dentro è più una indisposizione a vivere che un malessere passeggero.
Sembra che nessuno se ne accorga e forse è tutta colpa mia. Non sono abbastanza forte da reagire, da farmi rispettare e nemmeno ascoltare.

Sono uno sfigato. È questo quello che sono: uno sfigato.” ]

Narrazione e Montaggio Video a cura di Luce Argentea

Musiche di Ramin Dyawadi – ” Light of the Seven” –

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