Storie Di Noi N.37

Tokyo. Sabato, ore 23.00.

Sono in un Hotel a cinque stelle, in compagnia di un uomo che non amo, perlopiù ubriaco. Fuori nevica e Capodanno é alle porte. Anno nuovo, vita nuova – cosí si usa dire -. Che fesseria!

Il cinismo sveglia i miei paradossi, e l’atmosfera di stasera é proprio un piombo tra i pensieri.

Un fine settimana strano; fra date in agenda e contratti aziendali. Ed io, immensamente spaesata, a cena con questi “amici”, – se cosí si possono definire -. 

Mark mi sorride con proforma. Io lo ricambio di striscio mentre scambia pareri di politica ed economia con i suoi colleghi di lavoro. Provo a inserirmi nel contesto, ascolto i loro dibattiti e dico la mia, giusto per non farlo sfigurare.

Tentativo non riuscito: sono solo rapiti dalle mie trasparenze e dal collier di diamanti acquistato da Cartier.

Oramai restano convinti che io sia una delle tante Escort che Mark paga per sembrare sua moglie. Un giocattolo notturno, da godersi dopo la sbronza. Un fondo di verità c’é: Il padre di Mark é ricco sfondato. Mi ha tirata fuori dal giro di prostituzione in cui ero incappata, dando al magnaccia un bel po’ di bigliettoni. In compenso dovevo sposare suo figlio e accontentarlo in ogni sua richiesta.

Schiava di lui? Sí, lo sono purtroppo. Ma a differenza di prima ho un tetto sicuro sotto cui stare e un conto corrente che straborda. Non mangio per terra in una topaia umida, con la siringa conficcata nel braccio. Vivo in un loft di 600 mq, con piscina e spa inclusa.

Sarò anche venale, ma chi ha assaggiato povertá ricorda tutte le sciagure.

Per ora la serata prosegue, tra Champagne e Black Jack. Il fumo dei sigari circostanti intasa la mia gola. Vorrei scappare da quí, andarmene con charme e una piccola bugia bianca.

Sí, ma per andare dove? In quale insenatura di esistenza potrei rinascere se non quella che respiro? La mia gabbia é dorata e lá fuori non trovo di meglio. Non mi manca niente, lo so. Ma non sono felice, anzi.

Mark si accorge del mio sconforto. L’ agitazione é lampante e non posso nasconderla. Si finge preoccupato e mi chiede di salire in camera. Dice che sono stanca e dovrei riposare. (pessimo attore!) Si vede lontano un miglio che vuole solo possedermi con la forza e fare della mia pelle ciò che desidera.

Non mi resta altra scelta che salire con lui e congedarmi dall’entourage bigotto. Quando Mark vuole una cosa sa bene come prendersela.

Suite 205. Appena entrati incomincia a levarmi i vestiti, eccitato. Abbassa la lampo, si sbottona la camicia e avvia il suo solito rituale. Sempre quello.

Io, avvilita che non so che provare. Lui gode, io per niente. Cosa sento? Schifo?Risentimento? Non saprei dire. Essere baciata da un uomo che non é te, mentre sono all’oscuro del suo vissuto, mi inquieta. Il suo desiderio focoso, dovrebbe farmi stare bene e ringalluzzire l’erotismo. Essere toccata nei punti che voglio, mentre le mie gambe sono sotto il suo comando dovrebbe procurarmi piacere. Invece sento ribrezzo e smarrimento.

Sarà perché ti ho sempre in testa e non mi lasci mai libera. Sará che questa notte ti desidero da morire, come la nostra prima volta. Invece sto davanti ad un maschio vile con pochi neuroni e molti soldi. Compra il mio corpo e vuole pure la mia vita. La rende incendio con il suo brutto inverno. Un animale dal cuore freddo.  

Ma lui non é te.

Penso alle tue dita sui miei capezzoli. Penso ai nostri sudori e quanto era bello amarsi fino all’ultimo movimento. Sguardo dentro sguardo. Innamorati persi. E poi il caldo…

tanto caldo da scottarsi insieme.

Storie Di Noi by Luce Argentea

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