Folle Eros

Le mie mani si chiudono e poi si aprono.
Cercano qualcuno da difendere,
qualcosa da proteggere.

Sono come il mallo di una noce,
che sigilla il suo frutto.
Le mie mani sono la follia di Eros,
un tocco ubriaco sulla tua pelle.

Sono la freccia di un cupido imbarazzato,
forse un po’ sfortunato,
e tanto pathos che si dimena fra le vene di Bacco.

Aspettano la tua bocca e il tuo sapore,
ma se le ignori diventano mute.
Le cancelli con l’orgoglio,
lasciandole a digiuno.
E anche se smetti di chiamarle,
il loro tratto è eterno.

Perchè vogliono solo te.
Scattano come molle, prima dell’inganno.
Scorrono sui tuoi capelli ricci e
dorati come l’aurora del giorno che non vuoi guardare.
Perchè loro vogliono solo te.

Ma le tende di questa stanza si chiudono,
e il soffitto cede il bianco al nero di una fine.
Il tempo scorre all’indietro,
ed io ritorno a pensarti.

Ritorno all’idea di noi due,
che ci stringiamo le dita,
che ci baciamo per unire due metà e creare una storia.
Provo per l’ultima volta
a immaginarti come un frutto nudo
che aspetta il suo amore per riempirsi.

Poesie di Luce Argentea

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