Manca Poco…

Ci siamo. Tra pochi giorni saremo nell’anno nuovo.
Tutta la coltura fatta fino ad ora, metterà radici.
O almeno questo è il miglior augurio che possiamo farci.

Sapete, la vita non è così facile da conquistare. Semmai la si trascina con distrazioni di percorso. Difatti, le occupazioni lavorative, gli orari fissi da rispettare, i rapporti che non decollano e le amicizie formali, sono alibi che ci vietano di vivere sul serio.

Più vado avanti e più mi rendo conto di quanto le passioni siano un imbroglio. Una metrica irregolare e infusa drasticamente a quegli individui che per scelta prediligono addentrarsi nel bosco, saltare nel vuoto o lo scoppio imprevedibile di un cambiamento.

Teoricamente parlando, la passione dovrebbe elargire scoperta e superiorità. Ingranaggi fluidi, lineari dove si coltiva l’aspetto umano, empirico, seguito dall’esperienza che il contesto richiede. Invece oggi le passioni sfibrano e annullano il concetto di vita stessa.

L’assidua dedizione, o l’inutile servilismo donato per baratto, copre la superficie delle interazioni comunicative e rende pesanti i pensieri che le elaborano.

Se vivi, dovresti avere il tempo per farlo, tempo di respirare, di rallentare o meglio ancora di fermarti se necessario.

La parola vita dovrebbe catturare ossigeno, provocare vento, plasmare magia nelle vene. Invece l’ossigeno viene distillato e filtrato continuamente nell’affanno e nella frustrazione.

Il maniacale coinvolgimento verso un interesse, non è sintomo di franchezza, ma l’emblema di un disagio. L’esasperato tentativo di spegnere la verità che preme sulla psiche. In questo modo abbiamo detto addio alla vita prima ancora di riuscire a conoscerla.

La regola, la puntualità, le scadenze, sono elementi di disturbo. Ci distolgono dallo sviluppo di abilità sensoriali e telepatiche, tralasciando l’utilità dell’esistenza suprema.

Vivere per me, significa libertà. Una modalità di crescita indipendente, in cui alimentare possibilità di riuscita. Nel vivere c’è l’arrivo, la scalata incorporata al successo, l’amore incondizionato, le promesse senza brutte sorprese, la spensieratezza che risparmia colpi bassi.
Il vivere dovrebbe slegare dubbi, la paura di non farcela, la gabbia che ci soffoca a furia di ubbidire agli oneri assegnati.

Perchè la vita, da noi, si aspetta più acume, più profondità. Detesta i rimandi, le scuse, le furbizie architettate in anticipo, gli errori perpetrati. Da noi, vuole ritmo veloce, il coraggio di capire.
Unghie affilate e durezze intenerite.

D’altronde ci deve essere qualcosa di più grande che manovra l’intera ruota. Qualcosa che attiri la nostra attenzione senza distoglierla. Ci deve essere un valore che oltrepassa l’imposizione e che permette di conservare i legami più sinceri nelle memorie più speciali.

A me non basta più la conferma, la consuetudine. Cerco quello strato inabissato dall’ignoranza, per imparare a vedere oltre.
Perchè la vita regala immagini da penetrare e occhi limpidi per animarle.
Non esiste solo la prospettiva, ma i gradi di inclinazione, le longitudini, il sopra e il sotto ma soprattutto l’invisibile.
Ed è questo il fattore che complica tutte le credenze.

Niccolò Ammaniti lo ha capito molto bene quando nel suo libro “IO E TE” dice:

[ nasci, vai a scuola, lavori e muori. Chi aveva deciso che quello era il modo giusto? Non si poteva vivere diversamente?…]

La verità è che siamo schiavi di un sistema distorto e convulso, che ci sottrae dai piaceri e incrementa odio fra i più deboli. Tutto gira attorno allo stipendio, al bisogno impellente di guadagnare per non morire di stenti.
Viviamo per non cadere in miseria e concorriamo in maratone, sperando in una vittoria. A furia di avere come unico scopo il denaro, i legami lentamente si affievoliscono.

Allineare il dovere alla luce di un momento, è il mio prossimo obiettivo. Vivere come più mi piace, senza compiere corse al massacro.

Dobbiamo agire, e in fretta. Smettiamola di sederci su panchine fredde alla stazione, in attesa di un treno che non arriverà mai. Una volta tanto, godiamoci le pareti di casa, il divano morbido, le persone che ci inseguono quando noi scappiamo.

Recuperiamo le buone e vecchie abitudini. Nel domani nulla si ripete, perchè nel domani sorgono nuove incognite e quest’ultime condannano la pace interiore.

Io per adesso mi fermo. Prendo tempo per pensare e dosare la fantasia. Spengo lo schermo e comincio a incorniciare ciò che gli attimi mi regalano. Tornerò in mezzo a voi quando sarò sazia dell’atmosfera che mi ha rigenerata.

Riprendo quella vita lasciata in standby e tutti quei battiti messi in fila indiana.

Luce Argentea vi abbraccia e vi pensa.

Tanti auguri di Buon Natale e felice Anno nuovo.

Un bacio amici miei.

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