MySelf

Mi sveglio ogni mattina, con l’intento di essere migliore. Di fare da spalla a chi amo, per poi sentirmi libera di cadere in silenzio quando nessuno mi vede.
Le debolezze ci imbruttiscono, ci invecchiano e coprono il bello che nutriamo piano piano.

Spingo la gravità del corpo giù dal letto, poi fisso il pavimento, i miei piedi e mi chiedo chi sono e a cosa servo.
Il nuovo giorno mi tocca dentro. Non so come affacciarmi alla sua nascita. Se gioire o piangere, se guardarmi allo specchio o ignorare la mia figura. Lui di sicuro mi dirà ciò che sta per accadere e quello che si è spento la notte prima di dormire.

Perchè la notte è un abisso di bugie, una gola nera che allarga la superficie della vita. Rimani immobile, convinto di muoverti. Vai in apnea per una realtà che nemmeno penetri.
Ed io sotto le lenzuola, girandomi su un fianco, ricordo di aver perso una parte di me. Uno spazio pieno di inesperienze, ammassate in ore di sorrisi.

Il limpido della gioventù forma tempeste. Svanisce prima che cali il buio e prima ancora che brillino le stelle.
Colpa della tempra rigida e legnosa con cui da adulti ci si difende. Un pugno duro come il ferro, che non conosce la morbidezza della fiducia, il volo di un pensiero.
Sa solo come ribattere e poi procedere per non sbagliare.

Ma io, nel mio letto ci voglio ritornare, più giovane di prima. Ferma e granitica come un tempo. Voglio farmi avvolgere delicatamente, ricominciare daccapo senza sentire paura.
Fra queste lenzuola mi riconcilio e mi accetto. Lascio posto anche a qualcuno che saprà rincorrermi.

Gli cederò il mio cuscino, affinchè capisca quanto sia bello sentire il mondo in mano. Gli cederò i miei brividi, le mie aritmie, così che comprenda come sia bello vivere.

Sono stata accesa, troppo accesa malgrado la poca luce intorno.
Sono stata troppo impulsiva, troppo disperata.
Sono stata tentata dalla voglia di un salto breve e indimenticabile.
Sono stata rapida nella fede ma lenta nel ridere.

E ora posso dire, che certi passi si fanno respirando, correndo e forse anche dormendo.
Si cammina continuamente, anche quando gli occhi sembrano serrarsi per sempre.

Myself by Luce Argentea

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...