Life

Si può chiedere ad un morto di vivere?
Di prendere a calci la fine e maledire le tenebre? Direi di no.
Tanto più lo spronerai alla reazione e più si ostinerà ad annegare.
Non ha niente da perdere nè obiezioni da esprimere. È una tabula rasa di affetti e ricordi con un cuore fermo da anni.
Rincorrerà il torpore per poi volerci abitare. Pagherà qualunque prezzo per ottenere pace e tutto ciò lo renderà pericoloso.

Un morto non sposa mai la speranza, perchè il suo spirito ha perso vigore e si è spento prima ancora di rigenerarsi. Un morto decide di restare morto, quando non trova via migliore, ma solo vantaggio, perchè per lui ricominciare a vivere significherebbe vigilare sulle paure, guarire le incongruenze della psiche e smettere di avere scuse. Una sorta di ammissione di colpa senza darsi alla fuga.

Dalla morte non puoi pretendere energia e non puoi chiederle aiuto. Lei ti inscatola con inganni mentali, depressioni latenti, facendoti sentire inutile. Camminandole vicino ti accorgerai che il bene storpia, che il dolore nausea e la vaghezza affascina. Vorrai stare nel mezzo, così da non prendere posizione. Perchè in verità sei consapevole che le scelte sono trappole per topi: non ne esci mai indenne.
A rimetterci c’è sempre una persona. Se non ferisci te stesso, potresti far del male a qualcun altro. Le scelte non cancellano ostacoli, conducono al male minore per non incancrenire momenti.

Vivere talvolta è oltraggioso, urticante, una realtà che vorresti staccarti di dosso. Perché quando vivi per davvero, metti a fuoco i difetti di percorso e il futile operato.
L’insieme di tempi mal gestiti, trascorsi in un lago di magoni e per questioni quasi mai serie. Ipoteticamente parlando, vivere é un po’ come morire.
Non avrai tagli ai polsi, ma sgocciolerai sangue in seguito a condanne morali che la vita stessa ti riverserà. È paradossale dirlo, ma la morte é molto più vera della vita.
Non é fatta di stime provvisorie, simulazioni continue e autoconvinzioni.
Lei si presenta per quella che é: una entità che ti rapisce all’improvviso, incurante degli strascichi che si porterà dietro. Ha una data fissa, un giorno solo per agire e un unico modo per farsi ricordare.

Ma ci sono molteplici morti da cui tenersi lontani.
La morte spirituale, sensoriale e sentimentale, che risulta più accomodante per chi non vuole far fruire pensieri. Impari a vivere per esistere, per sopravvivere, ma sostanzialmente a tenerti in piedi è solo la noia. Una mera tecnica di respiro che dista diverse miglia dalla coscienza.

Se muori interiormente nessuno potrà riaccenderti. Farai parte di un pasto peccaminoso, servito in segreto e organizzato a tuo discapito. Di te potranno dire e fare ogni cosa e tu non ne saprai mai nulla. Sarai oggetto conteso e una pezza da piedi da strofinare per sentirsi potenti.

Il lastrico che ti separa dalla vita diventerà denso, talmente fitto da renderti schiavo. Sarai una forza gratuita per chi di norma la risucchia ed un grande peso per chi è già stanco dei propri.

Con la morte vanno via gli istinti primordiali e tutte le motivazioni.
Un sapere che svanisce nel momento in cui scegli di non voler più reagire.

Life by Luce Argentea

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