Origine Dei Sentimenti

Mi affascina il ramo della psicologia. Inabissarmi nella mente di qualcuno e carpire i nodi emotivi che le impediscono di evolvere.
Se ti innamori di questa materia, puoi guarire parti di te che neanche immagini.
Puoi riesumare una natura apparentemente offesa e dargli nuova vita. Puoi sciogliere blocchi e riappropriarti delle tue facoltà.

Un esempio lampante è la comprensione delle origini dei sentimenti – positivi o negativi che siano – individuare il loro filo conduttore e in seguito trovare la cura che ci permetta di abolire i relativi meccanismi.

Incominciamo dall’invidia. Sapete cosa la scatena? La repulsione verso noi stessi.
Si, avete capito bene. Il mancato amore verso la propria persona può alimentare una serie di manifestazioni di intolleranza nei riguardi del genere umano.
Arriviamo a detestarla così tanto da rintracciarla ovunque, sparsa a macchia d’olio, su corpi stranieri o Avatar vaganti che invadono le nostre strade e la loro continuità.
Una specie di incarnazione terrestre, che inganna l’inconscio più profondo e lo veste di altre apparenze.

Un po’ di tempo fa, sondando la rete di Youtube, mi sono imbattuta in una conferenza di Igor Sibaldi, – studioso di teologia, filologia, filosofia e storia delle religioni – nel quale venivano spiegate le dinamiche psicologiche coinvolte nel sentimento della rivalità.
In pratica dietro l’intolleranza che si prova nei riguardi di un determinato individuo – il più delle volte immotivata – si nascondono possibili similitudini.
Igor Sibaldi racconta una sua esperienza diretta dove attraverso l’introspezione di sé è riuscito a rilevare le cause scatenanti di questo particolare labirinto animico.

Inizia il suo lungo approfondimento, menzionando un noto personaggio televisivo, con cui spesso si paragona. Una figura che lo perseguita mentalmente, provocandogli un astio ingiustificato.
Sottolineo il termine “ingiustificato” poiché non causato da particolari aneddoti ma da semplici disagi personali.
La cosa curiosa è che analizzando le rispettive peculiarità e i tratti distintivi, è venuto a conoscenza di una parte di lui soffocata da tempo e sommersa per paura di tradire valori e insegnamenti ricevuti.

Scopre infatti che la psiche è incline a sotterrare aspetti della sua personalità, poiché condizionata dall’educazione inculcata fin dai primi anni di vita. Dunque, secondo le sue ricerche introspettive, la repulsione che si genera verso un particolare soggetto, cela l’accomunanza di una “genetica” caratteriale.
Più ne avrai allergia, più rintraccerai tratti identici ai tuoi.

L’individuo che combattiamo, è un nostro prolungamento, un riflesso che detestiamo vedere ma che per contro ci affascina, perché incarna la parte inesplosa e poco sviluppata di noi stessi. Sotto sotto, negli angoli più bui della coscienza, rileviamo una grande familiarità e il fatto di non riuscire a incamerarla, provoca rabbia e ogni genere di sentimento contrastante.

Forse perché le persone sono spicchi di identità frastagliate, dove ogni singola mente, rincorre un intelletto parallelo. Genetica sostanzialmente incompleta, con una denominazione provvisoria. O forse siamo una unica mente racchiusa in miliardi di involucri diversi.

Potrà suonarvi strano ma tutti quanti abbiamo un nemico da affrontare, qualcuno che ci fa sentire piccoli, fuori posto e mai all’altezza. Qualcuno che rievoca una fase di vita passata, un forma di ego annullata. Qualcuno che scoperchia le nostre convinzioni e le straccia in meno di due secondi.

Purtroppo certe identità scombussolano il nostro mondo interiore, capovolgono gli equilibri e innescano l’effetto domino. Ma noi dobbiamo amarci per come siamo e accogliere le nostre increspature.

Bisogna accettare che non possiamo essere tutto, perché il tutto fondamentalmente non esiste.
Ad ogni conquista sussegue una perdita e se raggiungi una meta oggi, in futuro ti verrà strappato qualcos’altro.

Luce Argentea

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