Destinazione Purgatorio

Quella mattina,
quando sei salito sul treno,
il tempo per me si è fermato.
Per un istante ho sperato in un tuo ripensamento,
in un colpo di testa improvviso,
da mozzarmi il fiato.

Due corpi distanti,
estranei nei loro sentimenti.
Il viso contro l’altro viso,
e il fumo sopra le rotaie.

Ti sei accomodato lentamente,
fissandomi attraverso il finestrino.
Era da un po’ che non ti vedevo così indeciso.
Sembravi perso nei tuoi dubbi
o forse in quel magone che ti indeboliva.

In bilico tra rimorso e compassione,
ma alleggerito dal peso di un amore invecchiato.
Un amore che ci ha resi diffidenti, vigliacchi,
poco sinceri e molto prevedibili.

Ti ho visto accorato per qualcosa che non c’era stato,
per un distacco che non hai mai sentito,
e un “noi” che avevi ucciso tra le tue mani.

Provavi pena per ciò che volevi abbandonare,
eppure,
non hai mai vietato l’ingresso al dolore.
Te lo sei fatto amico,
incurante del battito che marciva.

Hai scelto di andartene senza chiedermelo,
come se il tuo vuoto fosse anche il mio.

Ma se la tua meta puntava al paradiso,
la mia era diretta verso il purgatorio.

Poesia di Luce Argentea

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