Storie Di Noi N.25

“Qualcosa punge le mie mani. Sembra uno spasmo elettrico e fulmineo. Un fastidio che si ripercuote fino a dentro le scarpe e mi fa cadere. Sono brividi; tanti picchiettii che percorrono le vertebre e sfregano la peluria.

Mi capita quando immagino un momento migliore di questo.
Mi capita quando ho la sensazione che arrivi una svolta.
Un po’ come quel desiderio di essere felici, senza il rischio di perdere qualcos’altro in cambio. Un desiderio mai sconnesso al presente, ma vivido come il mio corpo che lo intrattiene e che fora il respiro e la ragione.

Parlo di te, di noi. Parlo di quella voglia di venirti vicino, di spettinarti la barba tra un “ti amo” e un “ti voglio da morire”.
Parlo dell’incastro delle nostre bocche e della fierezza di abbracciarci ripetutamente.
Sono stata innamorata dei tuoi slanci originali, del tuo modo selvatico, un po’ fuori dalle righe ed è proprio la tua stravaganza a mancarmi.
Appena ti guardo, scatta un impulso frenetico e disubbidiente che mi scioglie il pudore e leva la paura. Perchè in realtà tu non mi basti mai.

Ti vorrei anche quando non ci sono, anche quando la mia mente vaga per conto suo. Ti vorrei in ogni angolo della casa, in ogni pensiero mattutino, così da non sentirti lontano.

Ma le nostre vite sono autostrade trafficate. Viaggiano a senso unico e non vi è modo di incrociarsi. Io corro come una pazza per raggiungerti e tu fai lo stesso per non vedermi. Temi di capire i tuoi torti e le mie mancanze.
E il fatto di perdere non ti è mai piaciuto.

Io dovevo assumermi colpe per non addossarle a te.
Dovevo fare un passo indietro e consegnarti l’alibi perfetta per ogni tua azione.
Ma oggi ho smesso di appesantirmi per amore. Ho smesso di parlare per te, di fare le tue veci e piangere di nascosto. Ho smesso di fingere per non svilirti e di cancellare la dignità per rinvigorire la tua.

Perchè credo al sentimento condiviso, curato e mai violato.
Credo nello scambio di attenzioni, nella simbiosi quotidiana.
E per quanto possa farmi male, oggi decido di cambiare.
Scelgo me stessa e i miei occhi riflessi in uno specchio.

Ad ognuno i suoi tarli e i suoi rimorsi. Io ho già troppe ferite da guarire, troppe astinenze da spegnere al calar del Sole.

Preferisco immaginarti come allora, con quella barba morbida e sensuale che ti accarezzava il collo e arrossava la mia pelle.

Preferisco ignorare ciò che è stato e conservare il ricordo, di questo nostro grande e maldestro amore”.

Storie di Noi by Luce Argentea

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