Myself

“Mi sento tra l’incudine e il martello. Vorrei sfiorare le alture del mondo, per potermi conquistare. Capire dove risiede quella cima su cui svettare, e divenire montagna imponente. Ma poi la titubanza torna a farmi visita, e precipito. Fa svettare ogni debolezza, rimpicciolendo speranze. Troppe volte la roccia ha sfregiato l’autostima, pungendomi dentro. Mi ha derisa di nascosto, mentre si divertiva a dilatare le sue ombrose fenditure. E su quelle crepe mi sono promessa di non piangere più. Forse sono proprio le lacrime a rendere tutto così sdrucciolevole. Bisogna imparare ad asciugarsi dai rimpianti e proseguire oltre.

Questa parete scivolosa, ora io la voglio scalare, e per davvero. Non mi importa più di niente. Sento il richiamo della vita, che tifa continuamente, invocando la buona sorte. È sempre lei a difendermi, anche se le remo contro, anche se la combatto. La vita anche se severa, di noi prova tenerezza. Intravede ciò che il cuore non osa far trasparire, e ci sprona nel farlo. La sopravvivenza riossigena ossa e lo spirito d’improvviso diviene passione mordente.

Non mollate mai, nemmeno quando il Sole sembra assentarsi dal cielo. Perchè non esiste altezza che non sia degna di esser sfiorata, ne raggio di Luce che non voglia illuminarla”

Myself by Luce Argentea

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