Il Mondo dell’Arte

Il mondo dell’arte, è incomprensibile agli occhi di chi non ne possiede.
L’espressività di una scena teatrale, o un genere di tecnica pittorica, sono linguaggi poco traducibili in verbi. Non si possono convertire in solite parole, perchè sono incroci emotivi elevati, percebili solamente ad alte frequenze animiche.

Molte volte mi è capitato di vedere individui quasi inorriditi dalla bellezza di una scultura, o che ne schernivano la reale esecuzione. Colpa forse del cagionevole stadio di cultura e della cattiva interpretazione dell’opera stessa. Oggi, non vi è più l’abitudine nell’educare qualcuno al bello, allo spettacolare. Sarebbe stupendo ritornare abili, a riconoscere la qualità, in ogni sua sfaccettatura, valorizzandola.

Posso comprendere la futilità di un prodotto prettamente concettuale, esente da ogni genere di corrente impressionista, come l’attrattismo e il cubismo. La sola stesura di un colore, sparsa quà e là, è un’ arte difficile da digerire.
Ma come si fa a ignorare la bravura immensa di un artista, nel saper immortalare attimi fuggenti, sopra una semplice tela. Rendere materico il momento stesso, e teletrasportarlo nei giorni nostri. Si perchè, un dipinto riattiva luci e profumi di un secolo preciso, di una corrente storica diversa da quella attuale.

Per non parlare della bravura di un attore. La sua padronanza nel gestire un palco, e paralizzare il suo pubblico. Dello studio che richiede la sua tecnica di immedesimazione.
Immaginate di essere qualcuno che in verità non siete. Di abbracciare una natura totalmente parallela alla vostra e trasmutarla in recitazione. Attuare una completa immersione addentro ad una psiche complessa e varia, con il pericolo di perdervi e confondervi. Attraversare un labirinto intrinseco e infinito, dove l’unica via d’uscita pare essere la finzione. È una capacità innata e per pochi eletti. Perche la recitazione ha inizio con il concepimento di un personaggio, il suo plasmarsi piano piano, per poi partorirlo sotto nuove luci. Al termine di questa metamorfosi, staccarsene per sempre e dirgli addio. Ringraziarlo per la compagnia che ci ha regalto, e per l’arricchimento ricevuto.

Ad ogni modo, è anche vero, che è bello ciò che piace. Non possiamo imporre i medesimi canoni di giudizio. Ognuno di noi ha la propria sintesi e metabolizzazione dell’arte. Ma c’è una cosa da non tralasciare mai: il rispetto per i lavori altrui. Tener conto dei sudori e delle fatiche racchiuse in un prodotto. Che sia una canzone, un film, o una coreografia di danza, sempre arte è. I suoi interpreti sono la via per trasformarli in tangibilità e spettacolo. Abbiatene sempre rispetto e considerazione. Fare Arte, è la più grande manifestazione di Amore che possa esistere. La conferma che dietro tutto questo marasma di emozioni, c’è un cuore che batte.

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