Il Nuovo Ciclo

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Non so aspettare. Non so accarezzare il tempo. Io lo bacchetto il tempo. Strappo le lancette per spostare le ore al punto che desidero. Rompo gli schemi viaggiando all’indietro. Corro incontro alla vita, cercandola ovunque. Ma sembra nascondersi per dispetto, o forse per un destino contorto, firmato a mia insaputa.

La mia memoria pare danneggiarsi un passo alla volta, un’ora alla volta. Più progredisco e più dimentico chi ero agli esordi. Come se le parti rigenerate, volatilizzassero quelle vecchie.

I secondi che passano, suddividono millimetricamente la mia essenza, convertendola in ologramma, o più comunemente denominata, proiezione virtuale. Sono qui, ma nel contempo, lo sono dappertutto. Tante Sophie, che viaggiano parallele, in tempi sincronizzati, ma non incrociabili. È un misterioso fenomeno col quale conviviamo. Un fenomeno colpevole, di scatenare trasformazioni repentine, o maserazioni perenni.

In un certo senso, credo di sapere dove io sia finita. Percepisco particelle di me stessa, nel passato e nel futuro. Nel tempo anteriore e posteriore ma difficilmente in quello attuale. Non capisco dove posizionarmi, dove collocare la mia presenza. Sono terra che non trova luogo ne mappa. Mi oriento continuamente verso ciò che sarà, domandandomi quale forma io possa assumere e sperando nel profondo di rintracciarmi senza mai scordarmi.

Purtroppo il tempo, non lascia tempo. Altera prospettive, idee e talvolta personalità. I progetti di oggi, hanno scadenza nel domani. Serve metodica e rigore nell’avverarli. Velocità e chiarezza per dargli forma, prima che tutto sfumi, senza lasciare traccia.

Dilungarsi e temporeggiare, é l’errore che facciamo tutti, prima o poi. Quando giungiamo a livello di saturazione, e strabordiamo in ogni cosa. Come vasche colme di acqua, che non trattengono alcun peso, alcun corpo. Incontinente di materia, perché carica di liquidi inutili, accumulati negli anni. Liquidi sviluppati dall’incuria, dalla titubanza. Da paure coltivate e mai guarite.

A un certo punto però, é necessario sgombrare i tubi e ripartire da zero. Dare spazio al nuovo e alla prestigiosità e forse sarà lì che mi rincontrerò.

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