Thoughts…

Quando impari a camminare da solo, neghi la compagnia di chiunque. Ogni presenza ingombra i tuoi spazi, le tue abitudini. Scatta una difesa automatica, quasi impulsiva, che ci impedisce qualsiasi dialogo. Impariamo che l’unico vero amico, risieda in noi stessi, senza mirare lontano. Un metodo infallibile per non restare delusi. Ma sappiate che questo genere di blocco sociale, può esfoliare l’anima, offendere la matrice in profondità, come un sortilegio irreversibile. Perché estraniarsi in maniera continua, ci espianta dagli oneri morali che la vita contempla, come l’ascolto, la condivisione, la immedesimazione ma soprattutto, la cristianità. Un tasto dolente che la gente detesta schiacciare. Eppure aprirsi agli altri, malgrado i pensieri molesti delle preoccupazioni, é sempre un’azione onesta e corretta. Perché là fuori, il mondo non si ferma mai, e gradisce sempre trovare un cuore stracolmo di amore. 

Donate sempre le vostre umili ma costruttive esperienze, a coloro che intraprendono un cammino. La solitudine raggruppa milioni di anime. Affolla deserti di stracciate speranze. E se per destino, una persona calpesterà la sabbia del vostro rancore, fatelo entrare senza indugio. Quel qualcuno saprà perfettamente dove adagiare i piedi, e chiamare acqua per reidratatare le dune. Perché non vi é persona generosa di oggi, che non sia capace di cancellare le ingiustizie di ieri. 

Thoughts… by Luce Argente

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