La Pazienza

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Non saprei affermare con certezza, se possederla, sia un bene o un male.
Se porta più vantaggi o svantaggi.
Di per certo sò, che la vita e le persone, ne chiedono molta.
La gente continua a pretenderne senza alcuna cristianitá.
Le loro richieste, aumentano di anno in anno e la loro sfacciattaggine, sempre più.
Non guardano in faccia a niente e a nessuno e l’unica cosa alla quale danno importanza, sono le loro esigenze…

La pazienza è un gran valore, un elemento nobile, appartenente a coloro che nella vita hanno saputo aspettare. A quelle persone che spesso si sono trovati di fronte a delle scelte difficili, dove la rinuncia primaria, consisteva nell’accantonare se stessi.

È difficile da mantenere e impegnativa da sostenere, ma malgrado questo, le persone pazienti sanno destreggiarsi in ambienti spesso ostili, imbarazzanti, dove la tensione giunge a livelli indicibili.

Chi ne fa un uso eccessivo, non si rende conto del rischio che corre.
L’essere esageratamente pazienti cancella la nostra dignitá, la nostra tutela registrando cosi un sistema digestivo automatico di qualsiasi cosa ci venga inflitta. Ogni boccone amaro, ogni villaneria diventano parte della “normalitá” quotidiana.
Cosi facendo, diveniamo dei veri e propri vasi di pandora, dentro ai quali ogni male e ingiustizia si accumula.

Non possiamo essere spazzature ambulanti, cestini da riempire, contenitori di sporcizie altrui.
Noi siamo “umani”, e come tali dobbiamo saperci far trattare.
Allentare la pazienza, non significa applicare intolleranza su tutti i fronti, ma eseguire una sorta di scanner, una seria cernita tra quello che la nostra anima vuole intrattere e rigettare.

Incominciamo a volerci più bene, ad avere maggior stima nella propria persona e capire i limiti di sopportazione entro i quali attenersi.
Calibrare le attese, e mantenere sempre quella saggezza utile a localizzare lo “Stop” della fermata!

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13 risposte a "La Pazienza"

  1. Condivido il tuo pensiero anche se per trovare un equilibrio giusto nel caso della pazienza, che non diventi sottomissione o vaso di Pandora, bisogna scavare sulle convinzioni che ci fanno agire in un certo modo. Parlo per me, in passato ero davvero poco paziente, con il tempo lo sono diventata di più. Questo mio essere poco paziente derivava dal rifiuto di un certo tipo di sacrificio negativo che avevo “respirato da mia madre”, ci ho lavorato, è da anni ormai, e i risultati li ho visti… 😊 Comunque nella vita c’è sempre da lavorare su noi stessi, fino alla fine credo! Un abbraccio

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    1. stupenda dani..è proprio cosi…tutto va sempre analizzato..approfondito..
      cercando la vera causa dentro noi…è alla radice che dobbiamo estirpare il male e guarirlo…per evitarne la sua cancrena…cosi facendo evitiamo una contaminazione integrale di noi….permettendo una giusta pulitura…un abbraccio..e come dici tu..non si smette mai di migliorarsii..siamo qui per questo…e tu sei stata in gamba nel capire il fulcro del problema che generava in te quell’impazienza…brava

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      1. Grazie Luce! Diciamo che sono stata aiutata in questo cammino di consapevolezza, e mi sono resa conto che davvero a volte basta poco per capire e attuare un cambiamento. Lavorare sui genitori, comunque, è un percorso lungo e spesso difficile, e ho visto molte persone rinunciare per questo. Però da lì partono le nostre radici e cambiare un rapporto che non va bene, con i familiari intendo, non significa odiare le persone o allontanarsi da loro. Significa solo portare il rapporto su di un piano diverso. Un bacione… ❤️❤️

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  2. acutezza psicologica da condividere in ogni dettaglio…diceva il grande Totò: “ogni pazienza ha un limite e ogni limite ha una pazienza…”…al di là dello scherzo (comunque geniale) si la dignità va come dire cernita e distinta dall’orgoglio…son due cose diverse, l’umiltà alcuni la scambiano per sottomissione…è su questo che bisogna lavorare…ciao Luce

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    1. toto aveva proprio ragione….in effetti è proprio cosi…per quanto concerne l’umiltá..è sbagliato applicarne a iosa..in contesti dove non viene richiesta..chi si fa rispettare o attua una sorta di ribellione..non significa che manchi di umiltá..ma che acquisisce acutezza e perspicacia….affila le sue armi…per difendersi dall’opportunismo…ti abbraccio forte dolce Franz…Luce

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      1. bene, sii tosta, mmi pare giusto…un grande autore di fantascienza 8 enon solo) <Robert Schekley in un suo racconto paragona l'umanità ad un'insalata dove ci sono cipolle e carote, ebbene il suo protagonista decide un giorno di scegliere d'essere cipolla…e d'improvviso tutto gli si rischiara e riscopre un'identità nuova…ecco dobbiamo scegliere sempre più spesso d'essere cipolle… 😀 un abbraccio anche a te Bella Luce

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    1. si hai ragione Dora, non è sempre facile…ma l’unico vero modo per capirlo, è ascoltare il nostro interiore..e domandarci: ma è giusto che io stia in silenzio sempre? questa persona sta agendo moralmente nella maniera più corretta nei miei riguardi? oppure ha secondi scopi? scopi a volte invisibili..ma che cogliamo..perche ci nega la liberta di agire e di pensare….ti abbraccio forte Dora…Luce

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      1. eh si Dora.dispendiamo il piu delle volte energia e amore alle persone meno opportune..molto spesso ci vogliamo convincere di aspetti caratteriali che in altri non esistono proprio..forse per la nostra grande necessita di condividere, di amare e non sentirci soli….ti abbraccio cara…buona giornata. Luce.

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